di Tano Pirrone http://www.ponzaracconta.it/2017/02/19/piccolo-cabotaggio-1-presentazione/
Presentazione di sandrorustico “Io lavoro al bar / di un albergo a ore…”
Come attività principale io faccio il capo-redattore di un sito web. Il mio lavoro è convincere le persone a scrivere; con qualcuno è più facile, con altri quasi impossibile (…e tutte le sfumature intermedie).Ovviamente non tutti gli argomenti interessano allo stesso modo i miei lettori (rudi isolani dai modi spicci e poco inclini ai voli di fantasia).Con Tano è stato sfondare una porta aperta. Lui legge, si documenta, ma poi quello che butta giù va bene: “buona la prima!”Così abbiamo concordato, per un sito isolano che però ha l’ambizione di essere letto anche fuori dall’isola – un viaggio in barca lungo la penisola – piccolo cabotaggio, appunto – in cui lui potesse raccontare i ricordi e i rimandi che le sponde gli evocavano.I suoi scritti si sono nutriti, nel corso del viaggio, di associazioni personali e di molto cinema, e questo spiega il trasferimento delle sue “puntate” su questo blog…Buona navigazione!

Recalcitrante ho accettato l’invito di preparare una serie di articoli in cui fosse collegato un film ad un’isola. La mia resistenza era dettata dalla difficoltà che intuivo non facilmente superabile di trovare costantemente, nell’intera serie, per ognuna delle coppie un nesso fra l’elemento “isola” – retoricamente interpretata come simbolo di separatezza compiuta e di irrinunciabile identità – e un prodotto artistico, che superato l’angusto limite della missione di intrattenimento affermasse la sua vera e profonda essenza di metafora comunque collegabile con il primo.
Questa difficoltà, irrisoria, se la scelta è libera (una qualunque isola del mondo, fra le più note e uno dei film che l’ha avuta come location), diventa difficoltosa se si preferiscono 12 isole italiane, in un percorso che va dall’alto Adriatico al Mar Ligure. Non solo isole grandi e note con una storia cinematografica lunga e consistente, ma anche isole piccole e addirittura scogli. Il criterio di abbinamento è necessariamente vario, ma confido che trovi benevolenza nei miei sei lettori, disposti ad imbarcarsi in questo breve viaggio. Laddove mancherà il forte nesso logico, mi auguro si dia merito all’inventiva.
Scrivo “imbarcarsi” proprio perché quello che ho immaginato è un viaggio, neanche breve, lungo i mari che bagnano la nostra penisola; un percorso in massima sicurezza, costa costa, da piccolo porto a piccolo porto, che trova riscontro e giustificazione nel titolo di questa rassegna: Piccolo cabotaggio.
Voglio riportare la definizione di “cabotaggio” non come chiaramente si evince in un modernissimo dizionario, dallo Zanichelli a Wikipedia, dal Treccani al Gabrielli, ma come è riportato nell’antico “Dizionario di cognizioni UTET” di cui ho parlato – con affetto – in un mio articolo del 22 agosto 2013 “Che farò senza faro?”
Nel primo dei sei volumi “A – C”, a pag. 572, alla voce cabotaggio, si legge: “Navigazione che si fa lungo le coste del mare da capo a capo, da porto a porto. Il cabotaggio distinguesi d’ordinario in grande e piccolo. Il piccolo è la navigazione di commercio che si fa da un porto all’altro con piccoli bastimenti senza uscire dal medesimo Stato o almeno senza allontanarsene molto. Per grande cabotaggio si intendono in complesso quei viaggi che passano i limiti del piccolo, senza però essere viaggi di lungo corso (…)”
Lasceremo alla prossima occasione, se ci sarà, viaggi più impegnativi in mari più esotici e meno conosciuti, di grande cabotaggio o di lungo corso.
Tracciamo, pertanto, il viaggio e presentiamolo per sommi capi: da Venezia scenderemo per l’Adriatico, giungeremo al centro del Mare Nostrum e poi risaliremo per effettuare il giro della Sicilia, toccando prima Ustica, poi le Eolie e su, costeggiando, ci lasceremo sulla destra le isole Ponziane (che questa volta fanno “solo” da spettatori”) per far scalo nell’Arcipelago Campano, sostare in Sardegna, e completare il prudente viaggio nell’Arcipelago Toscano.

Ed ora gli abbinamenti:
1. Venezia e il Lido: Morte a Venezia di Luchino Visconti, 1971
2. Isole Tremiti: Isole di Stefano Chiantini, 2011
3. Lampedusa: Fuocammare, docufilm di Gianfranco Rosi, 2016
4. Isola piccola (Marzamemi, Sicilia): Sud di Gabriele Salvadores, 1993
5. Ustica: Gramsci 44; documentario di Emanuele Barbucci, 2016
6. Lisca Bianca (Isole Eolie): L’avventura di Michelangelo Antonioni, 1960
7. Ischia: Vacanze ad Ischia di Mario Camerini, 1957
8. Capri: Il disprezzo di Jean –Luc Godard, 1963
9. Budelli: Deserto rosso di Michelangelo Antonioni
10. Giglio: Farfallon di Riccardo Pazzaglia, 1974
11. Elba: N (Io e Napoleone) di Paolo Virzì, 2006
12. Montecristo: Il Conte di Montecristo di Josée Dayan, 1998
Bene! Alla prossima settimana, allora con Morte a Venezia. Non molto allegro, tutt’altro, ma è un vero capolavoro, uno dei tanti dell’indimenticabile Maestro.










Carlo Verdone, ospite della prima puntata di Maledetti Amici Miei, di Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi, in onda su Rai2 ha assistito, tra il divertito e il preoccupato, all’accorato sfogo di Alessandro Haber, unico tra i presenti a non aver mai lavorato col regista romano: “Hai lavorato con Papaleo, Rubini, Veronesi, Tortora, grandi attori, piccoli attori, cani, porci con me niente.. un caz..sei una merd….”. Verdone che, ridendo, ha infine replicato “Ma tu sei attore di teatro…hai l’impostazione teatrale”.


Ti piace il cinema e vuoi scoprire i suoi segreti? Ti proponiamo un corso attraverso la storia e il linguaggio della settima arte, per scoprire insieme i segreti dei grandi registi e dei film di cui siamo innamorati. Perché la forza di un film non è soltanto la storia che racconta, ma sta nelle immagini con cui questa prende corpo sullo schermo. Analizzeremo e confronteremo il modo in cui grandi registi di ieri e di oggi, come Pedro Almodovar, Quentin Tarantino o Stanley Kubrick, girano un bacio, una sparatoria, un inseguimento e scopriremo che lo stile, quando parliamo di cinema, diventa sostanza e fa la differenza. Il corso si rivolge soprattutto al giovane pubblico del cinema e, in particolare, agli studenti liceali ed intende proporsi come una introduzione al cinema e al linguaggio audiovisivo.
in collaborazione con il Far East Film Festival 21 (Udine, 26 aprile – 4 maggio 2019), tra i più prestigiosi festival di cinema asiatico nel mondo, l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma presenta una selezione di cinque film giapponesi in concorso e fuori concorso nel capoluogo friulano, tutti di recentissima uscita in Giappone, tra cui titoli che al Festival figurano come prime visioni italiane, europee e mondiali.
Due volte l’anno, in prima vera e in autunno , ai tempi di ‘Visioni’ , si andava in “trasferta di cinema” in campagna, al casale di Sandro – zona Castelli Romani località Lanuvio – per i Lanuvio Days. Dopo una pausa, riprendiamo la consuetudine . Al ridente risveglio della natura o ai crepuscolari toni ottobrini, trasferiamo le nostre carabattole, computer, videoproiettore e dvd nel capiente salone del Casale, nella disposizione d’animo adatta alla delibazione di raffinatezze cinefile e gastronomiche. Si tratta di una ‘full day immersion” preferibilmente tematica, con proiezioni in tarda mattinata, pomeridiana e serale. Gli intervalli sono densi di chiacchiere, libagioni e puntate all’esterno, tra i campi, per gli amanti della natura…



Il 23-24 marzo 2019 si terrà un Workshop sul Documentario presso la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi.
Il 15 marzo avrà inizio il Corso di cinema: Visioni urbane: Roma, presso la Libreria Tra le Righe di Viale Gorizia, 29 Roma. Il corso è tenuto da Gianni Sarro. Per info rivolgersi a Gabriele Caramanica tel.06/87602445


. Il regista è al suo quarto film, il più noto è The Kindergarten Teacher del 2014, che parla di un bambino di 5 anni che possiede un talento speciale per la poesia.
