di Patrizia Montani con il gentile contributo di Angela Caputi
Nella fiaba Cenerentola sono presenti tutti gli elementi fondamentali delle fiabe popolari: origine antichissima, uso dei simboli, personaggi ben riconoscibili, presenza di oggetti e\o animali magici, intreccio e conclusione positiva.
Nata probabilmente in Cina nel IX secolo a.C., diffusa anche in America, in Europa e in Egitto, si presenta con più di 300 varianti, cambia nome (1), cambia sesso ( 2), ma rimane comunque un personaggio degradato, escluso, umiliato, invisibile , nel quale il lettore ( non soltanto il bambino) si può identificare, sognando il trionfo o almeno il riscatto dalle proprie frustrazioni.

L’intreccio familiare, con padre assente o morto, matrigna e sorellastre ostili e competitive, rappresentano il conflitto familiare, inesprimibile pensando alla propria vera madre ed ai propri fratelli.
Anche i simboli sono costanti nelle diverse letture. Prima fra tutte la scarpetta: come è noto, nella Cina dell’antichità, il piede piccolo era ritenuto espressione di bellezza, femminilità, eleganza al punto di imporre alle bambine calzature costrittive per non farlo crescere .
La scarpetta viene descritta in diverso modo, a volte è una elegante pantofola orientale, altre volte una inverosimile calzatura di vetro ( forse , banalmente, un errore di traduzione da vair a verre, da pelliccia a vetro).
Il significato simbolico della cenere è molto più complesso: rappresenta senz’altro la vita umiliante ed esclusa accanto al camino, ma anche la purificazione, l’iniziazione (3 ) e la rinascita (4 )
Gli oggetti e gli animali magici, cambiano da una versione all’altra ( mucca, uccellino, pesce, capra… fata madrina).
Nella conclusione vi è sempre il matrimonio come riscatto sociale, mentre soltanto in alcune versioni si consuma la vendetta attraverso l’uccisione della matrigna o l’accecamento delle sorellastre (5).
Nel corso dei secoli, Cenerentola rimane se stessa nei tratti fondamentali ma si adatta ai tempi ed ai luoghi, a seconda delle varie culture.
La prima trascrizione ad opera di Charles Perrault ( 1697 e successive edizioni), scrittore alla corte del Re Sole, ebbe la forma oggi più nota, la fanciulla innocente, aiutata dalla fata madrina, concede alla fine il perdono alla matrigna. Da allora molte trascrizioni furono fatte.

Nel ‘600 in Italia Giambattista Basile, ne Lo cunto de li cunti, scrive la storia in dialetto napoletano e, soprattutto fa di Zezolla ( Cenerentola ), non una ragazza innocente ma un’assassina che uccide la sua prima matrigna .
Nella versione dei fratelli Grimm ( 1812), la storia si sofferma sul rapporto tra Cenerentola e la sua vera madre morente,sulla disperazione di Cenerentola che va a piangere sulla tomba della madre.
La versione dei fratelli Grimm, più lontani di Perrault dal mito greco- romano e più vicini al Romanticismo tedesco,è più cruda, la magia più rozza ( non la fata ma un albero di nocciolo e un uccellino), più truculento lo svolgimento: le sorellastre si tagliano pezzi di piede per infilarsi la scarpetta ed infine due colombe le accecano, proprio mentre assistono al matrimonio.

Mentre la Zezolla di Giambattista Basile è un racconto per adulti, tutte le altre fiabe popolari sono diventate, dall’inizio dell’Ottocento tradizionali letture per l’infanzia. Lo stesso Goethe le definisce così.
Negli ultimi due secoli altre storie sono state scritte per bambini, sempre più adeguate alle diverse età, sempre più avventurose, istruttive, divertenti, ma le fiabe antiche conservano intatto il loro valore ,nel dare , come il mito, spiegazioni a cose inspiegabili.
Nella seconda metà del secolo scorso molte fiabe, tra le quali Cenerentola, sono state trasferite sullo schermo.
Il cinema , certamente ci sa raccontare fiabe bellissime , ma probabilmente, avendo un suo linguaggio specifico, può farlo con testi scritti appositamente per essere visti, la fiaba al contrario fatta di materiale impalpabile, deve essere narrata, quindi rischia, ogni volta che la si tocca, di dissolversi come una sottile, elegante ragnatela.
Note
1) i nomi di cenerentola:Cennerella, Zezolla, Petrosinella, Cinderella, Rodopi, Yeh Shen
2) nella versione tedesca e tra gli indios il protagonista è un ragazzo.
3)in alcune tribù il rito di iniziazione per l’integrazione nel gruppo avveniva tramite cospargi mento di cenere sul capo.
4)vedi rinascita della fenice
5)Nella fiaba dei fratelli Grimm le sorellastre , dopo aver tentato invano di calzare la scarpetta tagliandosi le dita dei piedi e i talloni, vanno al matrimonio di Cenerentola ma vengono accecate dalle colombe.
Bibliografia
Bruno Bettelheim Il mondo incantato Feltrinelli
Vladimir Ja Propp Morfologia della fiaba Piccola Biblioteca Einaudi
Italo Calvino Sulla fiaba Oscar Moderni
Fratelli Grimm. Le più belle favole, Gribaudo Editore
Le Cenerentole 1 – Continua













Carlo Verdone, ospite della prima puntata di Maledetti Amici Miei, di Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi, in onda su Rai2 ha assistito, tra il divertito e il preoccupato, all’accorato sfogo di Alessandro Haber, unico tra i presenti a non aver mai lavorato col regista romano: “Hai lavorato con Papaleo, Rubini, Veronesi, Tortora, grandi attori, piccoli attori, cani, porci con me niente.. un caz..sei una merd….”. Verdone che, ridendo, ha infine replicato “Ma tu sei attore di teatro…hai l’impostazione teatrale”.


Ti piace il cinema e vuoi scoprire i suoi segreti? Ti proponiamo un corso attraverso la storia e il linguaggio della settima arte, per scoprire insieme i segreti dei grandi registi e dei film di cui siamo innamorati. Perché la forza di un film non è soltanto la storia che racconta, ma sta nelle immagini con cui questa prende corpo sullo schermo. Analizzeremo e confronteremo il modo in cui grandi registi di ieri e di oggi, come Pedro Almodovar, Quentin Tarantino o Stanley Kubrick, girano un bacio, una sparatoria, un inseguimento e scopriremo che lo stile, quando parliamo di cinema, diventa sostanza e fa la differenza. Il corso si rivolge soprattutto al giovane pubblico del cinema e, in particolare, agli studenti liceali ed intende proporsi come una introduzione al cinema e al linguaggio audiovisivo.
in collaborazione con il Far East Film Festival 21 (Udine, 26 aprile – 4 maggio 2019), tra i più prestigiosi festival di cinema asiatico nel mondo, l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma presenta una selezione di cinque film giapponesi in concorso e fuori concorso nel capoluogo friulano, tutti di recentissima uscita in Giappone, tra cui titoli che al Festival figurano come prime visioni italiane, europee e mondiali.
Due volte l’anno, in prima vera e in autunno , ai tempi di ‘Visioni’ , si andava in “trasferta di cinema” in campagna, al casale di Sandro – zona Castelli Romani località Lanuvio – per i Lanuvio Days. Dopo una pausa, riprendiamo la consuetudine . Al ridente risveglio della natura o ai crepuscolari toni ottobrini, trasferiamo le nostre carabattole, computer, videoproiettore e dvd nel capiente salone del Casale, nella disposizione d’animo adatta alla delibazione di raffinatezze cinefile e gastronomiche. Si tratta di una ‘full day immersion” preferibilmente tematica, con proiezioni in tarda mattinata, pomeridiana e serale. Gli intervalli sono densi di chiacchiere, libagioni e puntate all’esterno, tra i campi, per gli amanti della natura…



Il 23-24 marzo 2019 si terrà un Workshop sul Documentario presso la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi.
Il 15 marzo avrà inizio il Corso di cinema: Visioni urbane: Roma, presso la Libreria Tra le Righe di Viale Gorizia, 29 Roma. Il corso è tenuto da Gianni Sarro. Per info rivolgersi a Gabriele Caramanica tel.06/87602445


. Il regista è al suo quarto film, il più noto è The Kindergarten Teacher del 2014, che parla di un bambino di 5 anni che possiede un talento speciale per la poesia.
