di Tano Pirrone
Uscendo dal Globe, ieri notte, dopo più di tre ore di spettacolo, con un caldo afoso, che la memoria dei rigidi sedili penitenziali rendeva ancor più opprimente, mentre un fiume di gente usciva dal teatro (pieno in ogni ordine di posti), sciamando in tutte le direzioni, mi sono sentito in dovere di mandare un breve messaggio al mio Capo. Nel messaggio scrivevo: <<Grande successo di pubblico, stasera, e scelte felicissime della regista, che con opportuni adattamenti ha saputo catturare il grande pubblico, composto per lo più da famiglie e da moltissimi giovani>>. L’emoticon del consenso (il pollicione dritto) arrivò in risposta dopo pochi secondi.

Quando uno spettacolo ha successo e lascia così contenti tutti gli spettatori è sempre un piacere, per chi come noi ama il teatro e s’intristisce quando questo s’avviluppa attorno a se stesso, allontanandosi a velocità supersonica dall’essenza stessa di cui il teatro è fatto.
Ma che ha fatto Loredana Scaramella per ottenere il giusto equilibrio fra testo originale e format di successo? Coadiuvata da Mauro Santopietro, con cui, della traduzione e dell’adattamento, ha condiviso l’onere (e, a posteriori, pienamente riconosciuto, anche l’onore), prima di tutto ha spostato l’ambientazione dalla Sicilia (Messina), che Shakespeare individuava come dionisiaca location in cui bollori e frenesie erano i naturali umori di una classicità ancora vitale e come tale sentita e vissuta, al Salento, vitalissimo meridione d’Italia che da alcuni decenni ha saputo imboccare un’originale via di sviluppo basata sull’ospitalità e la qualità dell’offerta, anche di cultura tenuta viva da bravi e tenaci artisti locali.

Questa scelta non rimane formale, ma conferisce al plot una moderna originalità che cattura – fin troppo facilmente – il pubblico, stabilendosi come interfaccia e rendendo più facile e chiara l’assimilazione e la comprensione del tema originale della commedia. Risultato di ciò sono stati una coralità recitativa che ha praticamente annullato le inevitabili differenze qualitative nelle prestazioni degli attori. Il pubblico, ha reagito conseguenzialmente con appassionata partecipazione.
Prima che lo spettacolo iniziasse Loredana Scaramella è salita sul palco e dopo poche parole di presentazione ha portato i saluti di Gigi Proietti, Direttore Artistico del Silvano Toti Globe Theatre. Much Ado About Nothing, scritta fra l’estate del 1598 e la primavera del 1599 trae origine, come molte opere del Bardo, dalla tradizione letteraria italiana; nella fattispecie, è una novella di Mattia Bandello, a fornirgli ispirazione e materiale. La locuzione “molto rumore per nulla” è entrata nel gergo comune, tanto in lingua inglese che non, proprio per indicare un’esagerazione o un’assurdità riferita ad un fatto del tutto trascurabile o inconsistente.
La commedia ha dato vita nel tempo a numerose ispirazioni o trasposizioni cinematografiche; fra le prime è impossibile, in questi giorni, non ricordare Troppu scrusciu ppi nenti di Andrea Camilleri, prodotto dal Teatro Stabile di Catania per la regia di Giuseppe Dipasquale, andato in scena al Globe il 2 luglio del 2017; fra le seconde memorabile l’omonimo film del 1993 diretto, prodotto e interpretato da Kenneth Branagh, affiancato da Emma Thompson, Michael Keaton, Denzel Washington, Keanu Reeves, Robert Sean Leonard, Imelda Staunton, Richard Briers e una giovanissima Kate Beckinsale.
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Tanto rumor per nulla (Much Ado About Nothing)
Autore: William Shakespeare. Traduzione e adattamento: Loredana Scaramella e Mauro Santopietro. Regia: Loredana Scaramella. Aiuto regia: Francesca Visicaro. Produzione: Politeama Srl.
CAST ARTISTICO. Margherita: Lara Balbo – Frate Francesco/Sorba: Cristiano Caccamo – Claudio: Fausto Cabra – Ero: Mimosa Campironi – Don Pedro: Federigo Ceci – Seconda guardia: Jacopo Crovella – Borracio: Alessandro Federico – Antonio/giudice: Roberto ;Mantovani – Leonato: Maurizio Marchetti – Don Juan: Matteo Milani – Beatrice: Barbara Moselli – Corrado: Ivan Olivieri – Orsola: Loredana Piedimonte – Corniolo/Baldassarre: Carlo Ragone – Benedetto: Mauro Santopietro – Prima guardia: Federico Tolardo – Trio William Kemp: Luca Mereu, Mandolino; Michele Di Paolo, Percussioni; Antonio Pappadà, chitarra.
CAST TECNICO. Maestro movimenti di scena: Alberto Bellandi – Musiche: Stefano Fresi – Costumi: Susanna Proietti – Direzione tecnica: Stefano Cianfichi – Disegno luci: Umile Vainieri – Disegno audio: Franco Patimo. Ufficio stampa: Cinzia D’Angelo.
Dal 7 al 15 agosto 2019 (escluso i lunedì), ore 21,15 al “Silvano Toti Globe Theatre” – Largo Aqua Felix (Piazza di Siena), Villa Borghese, 00197 Roma.




































Carlo Verdone, ospite della prima puntata di Maledetti Amici Miei, di Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi, in onda su Rai2 ha assistito, tra il divertito e il preoccupato, all’accorato sfogo di Alessandro Haber, unico tra i presenti a non aver mai lavorato col regista romano: “Hai lavorato con Papaleo, Rubini, Veronesi, Tortora, grandi attori, piccoli attori, cani, porci con me niente.. un caz..sei una merd….”. Verdone che, ridendo, ha infine replicato “Ma tu sei attore di teatro…hai l’impostazione teatrale”.


Ti piace il cinema e vuoi scoprire i suoi segreti? Ti proponiamo un corso attraverso la storia e il linguaggio della settima arte, per scoprire insieme i segreti dei grandi registi e dei film di cui siamo innamorati. Perché la forza di un film non è soltanto la storia che racconta, ma sta nelle immagini con cui questa prende corpo sullo schermo. Analizzeremo e confronteremo il modo in cui grandi registi di ieri e di oggi, come Pedro Almodovar, Quentin Tarantino o Stanley Kubrick, girano un bacio, una sparatoria, un inseguimento e scopriremo che lo stile, quando parliamo di cinema, diventa sostanza e fa la differenza. Il corso si rivolge soprattutto al giovane pubblico del cinema e, in particolare, agli studenti liceali ed intende proporsi come una introduzione al cinema e al linguaggio audiovisivo.
in collaborazione con il Far East Film Festival 21 (Udine, 26 aprile – 4 maggio 2019), tra i più prestigiosi festival di cinema asiatico nel mondo, l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma presenta una selezione di cinque film giapponesi in concorso e fuori concorso nel capoluogo friulano, tutti di recentissima uscita in Giappone, tra cui titoli che al Festival figurano come prime visioni italiane, europee e mondiali.
Due volte l’anno, in prima vera e in autunno , ai tempi di ‘Visioni’ , si andava in “trasferta di cinema” in campagna, al casale di Sandro – zona Castelli Romani località Lanuvio – per i Lanuvio Days. Dopo una pausa, riprendiamo la consuetudine . Al ridente risveglio della natura o ai crepuscolari toni ottobrini, trasferiamo le nostre carabattole, computer, videoproiettore e dvd nel capiente salone del Casale, nella disposizione d’animo adatta alla delibazione di raffinatezze cinefile e gastronomiche. Si tratta di una ‘full day immersion” preferibilmente tematica, con proiezioni in tarda mattinata, pomeridiana e serale. Gli intervalli sono densi di chiacchiere, libagioni e puntate all’esterno, tra i campi, per gli amanti della natura…



Il 23-24 marzo 2019 si terrà un Workshop sul Documentario presso la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi.
Il 15 marzo avrà inizio il Corso di cinema: Visioni urbane: Roma, presso la Libreria Tra le Righe di Viale Gorizia, 29 Roma. Il corso è tenuto da Gianni Sarro. Per info rivolgersi a Gabriele Caramanica tel.06/87602445


. Il regista è al suo quarto film, il più noto è The Kindergarten Teacher del 2014, che parla di un bambino di 5 anni che possiede un talento speciale per la poesia.
