di Tano Pirrone
Mettendo a posto appunti, bozze, stampe e depliant di film e spettacoli teatrali visti e recensiti quest’anno ho trovato un breve appunto, con pochi riferimenti: «Strano recensire la prima di uno spettacolo, che, con lo stesso attore e lo stesso regista, ha debuttato venticinque anni orsono. Non c’ero quella sera…». Le poche migliaia di neuroni superstiti non mi hanno aiutato a ricordare di che cosa si trattasse. Ho fatto, però, una breve veloce ricerca nei miei archivi ed ho trovato: parlavo del bravissimo Eugenio Allegri e di Gabriele Vacis, che hanno riportato sulle scene Novecento. Un monologo al Teatro Eliseo, la scorsa stagione. Assistetti alla prima e la recensii.
Per i tre lettori curiosi, di seguito, riporto il breve articolo.
NOVECENTO.UN MONOLOGO, regia di Gabriele Vacis, con EugenioAllegri.
“Ho scritto questo testo per un attore, Eugenio Allegri, e un regista, Gabriele Vacis. Loro ne hanno fatto uno spettacolo che ha debuttato al festival di Asti nel luglio di quest’anno”. È l’incipit della breve presentazione che Alessandro Baricco scrive per Novecento. Un monologo; prosegue chiedendosi, dubbioso, se quello che ha scritto è un testo teatrale. Dal debutto, in quasi venticinque anni, sono andate in scena oltre 500 repliche con più di 200.000 spettatori. Questi numeri sono la risposta al retorico interrogarsi di Baricco.

Non c’eravamo ad Asti quell’estate, ma c’eravamo alla Prima all’Eliseo, il 2 aprile di quest’anno. Nel frattempo abbiamo letto più volte, e riletto ora, per l’occasione, il breve testo di Baricco; visto e rivisto il bel film che Giuseppe Tornatore ha realizzato nel 1998 con grande successo di pubblico e di critica. Lo stesso successo che è arriso, giustamente, al testo e allo spettacolo teatrale.
La storia inizia il 1º gennaio 1900, quando Danny Boodman, un macchinista nero del transatlantico Virginian, trova un neonato abbandonato in una cassa di limoni nella prima classe della nave. Danny dà al bambino il proprio nome, aggiungendovi le parole della scritta sulla cassetta in cui l’ha trovato “T.D. Lemon” (pensando che il significato di “T.D.” fosse “Thanks Danny” e che quindi lui fosse destinato ad allevare il bambino) ed il secolo dell’anno in cui ha trovato il bambino: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, che sarà poi chiamato soltanto con l’ultimo dei suoi appellativi.

Il piccolo cresce sul piroscafo, che fa la spola fra Europa e America, senza mai scendere a terra. Diventa un prodigioso pianista, che batte in una mitica tenzone anche uno dei grandi padri del Jazz: “Jelly Roll” Morton. Rimarrà per sempre sulla Virginian fino alla morte, sua e della sua nave, fatta saltare in aria con la dinamite, perché ormai inservibile.
Eugenio Allegri, nelle vesti del narratore, il trombettista Tim Tooney, è un vortice di bravura: usa la voce come un’orchestra, alti bassi gravi acuti, e il corpo come una macchina per costruire immagini, gira come una trottola senza fermarsi, dilata la narrazione, sospende, riprende, evoca, conquistando il pubblico e mettendo a frutto l’articolatissima esperienza: teatro sperimentale, Commedia dell’arte, messa in scena di opere di contemporanei, prima sconosciute ai più; autore egli stesso e regista.

A dirigere lo spettacolo sempre lui, Gabriele Vacis dalla lunga e ricca carriera: sperimentatore con impegnativi progetti a sfondo sociale; nella lirica, con opere di autori contemporanei; nel teatro antico con tecniche innovative; nel cinema; nell’intreccio di linguaggi a scopo pedagogico; nella direzione di grandi eventi.
Due straordinarie carriere intrecciate con quella di Baricco. A questa “treccia” è appeso il meritatissimo successo di questa edizione, di cui siamo stati emozionati testimoni al Teatro Eliseo di Roma.






















Carlo Verdone, ospite della prima puntata di Maledetti Amici Miei, di Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi, in onda su Rai2 ha assistito, tra il divertito e il preoccupato, all’accorato sfogo di Alessandro Haber, unico tra i presenti a non aver mai lavorato col regista romano: “Hai lavorato con Papaleo, Rubini, Veronesi, Tortora, grandi attori, piccoli attori, cani, porci con me niente.. un caz..sei una merd….”. Verdone che, ridendo, ha infine replicato “Ma tu sei attore di teatro…hai l’impostazione teatrale”.


Ti piace il cinema e vuoi scoprire i suoi segreti? Ti proponiamo un corso attraverso la storia e il linguaggio della settima arte, per scoprire insieme i segreti dei grandi registi e dei film di cui siamo innamorati. Perché la forza di un film non è soltanto la storia che racconta, ma sta nelle immagini con cui questa prende corpo sullo schermo. Analizzeremo e confronteremo il modo in cui grandi registi di ieri e di oggi, come Pedro Almodovar, Quentin Tarantino o Stanley Kubrick, girano un bacio, una sparatoria, un inseguimento e scopriremo che lo stile, quando parliamo di cinema, diventa sostanza e fa la differenza. Il corso si rivolge soprattutto al giovane pubblico del cinema e, in particolare, agli studenti liceali ed intende proporsi come una introduzione al cinema e al linguaggio audiovisivo.
in collaborazione con il Far East Film Festival 21 (Udine, 26 aprile – 4 maggio 2019), tra i più prestigiosi festival di cinema asiatico nel mondo, l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma presenta una selezione di cinque film giapponesi in concorso e fuori concorso nel capoluogo friulano, tutti di recentissima uscita in Giappone, tra cui titoli che al Festival figurano come prime visioni italiane, europee e mondiali.
Due volte l’anno, in prima vera e in autunno , ai tempi di ‘Visioni’ , si andava in “trasferta di cinema” in campagna, al casale di Sandro – zona Castelli Romani località Lanuvio – per i Lanuvio Days. Dopo una pausa, riprendiamo la consuetudine . Al ridente risveglio della natura o ai crepuscolari toni ottobrini, trasferiamo le nostre carabattole, computer, videoproiettore e dvd nel capiente salone del Casale, nella disposizione d’animo adatta alla delibazione di raffinatezze cinefile e gastronomiche. Si tratta di una ‘full day immersion” preferibilmente tematica, con proiezioni in tarda mattinata, pomeridiana e serale. Gli intervalli sono densi di chiacchiere, libagioni e puntate all’esterno, tra i campi, per gli amanti della natura…



Il 23-24 marzo 2019 si terrà un Workshop sul Documentario presso la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi.
Il 15 marzo avrà inizio il Corso di cinema: Visioni urbane: Roma, presso la Libreria Tra le Righe di Viale Gorizia, 29 Roma. Il corso è tenuto da Gianni Sarro. Per info rivolgersi a Gabriele Caramanica tel.06/87602445


. Il regista è al suo quarto film, il più noto è The Kindergarten Teacher del 2014, che parla di un bambino di 5 anni che possiede un talento speciale per la poesia.
